Realizzare che siamo come degli insetti notturni, attratti da qualche luce sintetica che ci ammalia e ci rende ebeti con la sua luminosità fittizia è sintomo di conati ogni volta.
Ci siamo tuffati nello "stato di minorità" tanto caro al filosofo Kant, ormai è chiaro.
Però è talmente assurdo da pensare che quasi spaventa questa voglia di non accorgersi dell'importanza del corrente momento storico.
Per la prima volta abbiamo a disposizione infinite possibilità di concepire nuove forme di esistenza umana, distaccate dall'auto-immagine che ci è stata imposta, delle etichette limitative con cui ormai siamo abituati a pesare le persone e gli eventi intorno a noi.
Si parla di questioni che interessano tutti potenzialmente, ma di cui pochi si prendono la briga di ponderare e dibattere.
Basta vedere ovunque ci sia la fermentazione dei bacilli del nuovo: esibizioni sonore gestite da artisti che fanno rumore, dicono cose spesso difficilmente concepibili nel più violento e crudo modo possibile; posti in cui la gente fa cose dolorose, autodistruttive, inconcepibili ai più; cinema che mostra la crudezza di un non mondo che si dimostra invece essere un istantanea che spesso neanche raggiunge la realtà che viviamo tutti i giorni.
Se l'arte stessa diventa celebrazione ossessiva di un presente spregevole fatto di esseri spregevoli che banchettano in questo porcile, allora forse vale la pena sentire quei rumori, andare in quei posti, vedere quel cinema.
Anche solo per la curiosità di capire quali evoluzioni sta avendo la specie umana soprattutto in questo ultimo decennio, quali bisogni espressivi si concedono alcuni, quali privazioni necessarie si impongono altri, quali esigenze etiche derivano dalle nuove prospettive e dai mashup culturali inevitabili, frutto dell'interazione globale con il presente, il passato ed il futuro.
Tutto ciò non diventa sinonimo di possibilità, di avanzamento o di avanguardia. Anzi, diventa sinonimo di paura, ignoranza e smarrimento.
Come posso sentirmi a mio agio in una realtà in cui i paraocchi dell'ignoranza abilitano l'unica possibilità di interazione con la società odierna? Come posso confrontarmi con chi considera male l'esigenza di alcuni a distaccarsi da dei meccanismi che donano solo infelicità e depressione? Come posso voler affacciarmi con senso positivo al futuro vedendo che l'individualità ossessiva dilagante ha soppiantato la naturale cultura del operarsi per la propria collettività?
Purtroppo questo disordine illogico non avrà conclusione alcuna, finché i mutamenti saranno così palesi che andranno a comporre il nostro archivio culturale.
Diventa quindi necessario non farsi trovare impreparati al prossimo picco di oscurità e ignoranza spirituale che non tarderà ad arrivare.
Pena: rimanerci sotto dal Kali Yuga.
ARCHIVE
23/09/10
06/09/10
IL GIRONE DELLE BESTIE
Ringrazio chi sabato ha speso 40 euro per il trittico Simple Plan, Sum41 & Blink 182 credendo di assistere al concerto della vita. Affogatevi.
Ringrazio i 18enni che per uscire con la balotta del paesello si mettono su collare e bracciali borchiati, stando poi tutta la sera a sentire "Waka Waka" e "Alejandro" con l'i-Phone dell'amico frescone. Datevi fuoco.
Ringrazio chi aggiunge 60 foto ogni 4 giorni su Facebook per mostrare a tutti in quale località balneare è andato a farsi venire l'eczema cutaneo e a bagnarsi il culo, il costume e gli occhiali di tendenza che ha sfoggiato per 2 mesi di fila e tutta la gente a cui ha rotto il cazzo quand'era ubriacamente molesta e vogliosa di carne. Sparatevi.
Ringrazio i coglioni che si prendono un negroni o un vodka lemon a 6 euro in birreria, quando ci sono 35 tipi diversi di birra tra spina e bottiglie, con spese inferiori e di qualità nettamente superiore. Di più per noi.
Ma soprattutto ringrazio tutte quelle merde che quando ti fermi per farli attraversare sulle strisce non ti cagano di un cenno di apprezzamento, quelli a cui ritrovi i portafogli strapieni di soldi e per ringraziarti manco ti pagano un caffè, quelli che un tempo si cagavano in mano a scuola mentre oggi sono troppo V.I.P. anche solo per dire "grazie" o "prego". PUPPATEMELO!
Ringrazio tutti questi soggettoni che mi fanno ghignare di gusto, da sempre e per sempre.
Ringrazio i 18enni che per uscire con la balotta del paesello si mettono su collare e bracciali borchiati, stando poi tutta la sera a sentire "Waka Waka" e "Alejandro" con l'i-Phone dell'amico frescone. Datevi fuoco.
Ringrazio chi aggiunge 60 foto ogni 4 giorni su Facebook per mostrare a tutti in quale località balneare è andato a farsi venire l'eczema cutaneo e a bagnarsi il culo, il costume e gli occhiali di tendenza che ha sfoggiato per 2 mesi di fila e tutta la gente a cui ha rotto il cazzo quand'era ubriacamente molesta e vogliosa di carne. Sparatevi.
Ringrazio i coglioni che si prendono un negroni o un vodka lemon a 6 euro in birreria, quando ci sono 35 tipi diversi di birra tra spina e bottiglie, con spese inferiori e di qualità nettamente superiore. Di più per noi.
Ma soprattutto ringrazio tutte quelle merde che quando ti fermi per farli attraversare sulle strisce non ti cagano di un cenno di apprezzamento, quelli a cui ritrovi i portafogli strapieni di soldi e per ringraziarti manco ti pagano un caffè, quelli che un tempo si cagavano in mano a scuola mentre oggi sono troppo V.I.P. anche solo per dire "grazie" o "prego". PUPPATEMELO!
Ringrazio tutti questi soggettoni che mi fanno ghignare di gusto, da sempre e per sempre.
05/09/10
OMAR SOULEYMAN - JAZEERA NIGHTS (2010)

Mi sento di segnalare per adesso il disco di Omar Souleyman chiamato "Jazeera Nights".
Personalmente quanto di più inaspettato potessi sentire: "JIHADI TECHNO SYRIANA" dicono in molti. Sicuramente qualcosa che ti fa rimanere di sasso all'inizio e poi inizia a travolgerti. Musica tradizionale bouzoki con tutte quelle percussioni, dabke siriano, choubi iracheno e una miriade di suoni arabi, curdi e turchi.
Sparata a ritmi folli e ed i fiati altissimi ripassati ai synth, mentre st'uomo salmodia in arabo preghiere per Allah. Poi lui con quei baffi è bellissimo e dicono che si scateni moltissimo ai concerti.
T'immagini festini sconcertanti in Syria.
Il disco è uscito per Sublime Frequencies, un collettivo di esploratori di luoghi oscuri e sconosciuti, suoni moderni e tradizionali, inedite frontiere urbane e rurali attraverso film e video, registrazioni sul campo, le radio, il folk e pop internazionale, le anomalie del suono e tutte le altre forme di espressione umana e naturale non sufficientemente documentata attraverso tutti i canali di ricerca accademica, l'industria discografica moderna, i media o dalle fondazioni private.
DOWNLOAD
...però senza i fuochi d'artificio
Ha senso tornare attivo con i post in questo "contenitore" nel periodo che precede il ritorno a Bologna e coincide con la fine dell'occupazione estiva presso locale avente specialità di birra.
Ho avuto modo di constatare in oltre 2 mesi di permanenza giornaliera in tale posto quanto spesso odio il genere umano, averci a che fare e doverlo anche trattare con i guanti.
Ma si è dimostrata comunque un esperienza utilissima, molto positiva e illuminante.
Adesso ho voglia di fare musica, andarla a sentire, parlare con gente, vedere le strade gremite di persone alle 4 di notte, mettermi la giacca pesante per uscire, tirare su 40 chili di pesi e inzuppare maglie di sudore.
Ultimamente sono peggiorato anche con gli ascolti musicali: un potlatch inerme e inarrestabile di hip hop old school, dub jahtari style, sludge picchiaduro, rare groove africano o asiatico, magma noise, psychobilly cattivo cattivo e chissà cos'altro.
A volte mi chiedo se è un bene sentirsi tutta sta roba insieme, avere così tante influenze giornalmente, settimanalmente e mensilmente parlando. Mi sento spesso preso a pugni in faccia da tutti quei mondi così diversi, da tutti sti background scomodi che sgomitano dentro di me e dentro la mia testa. A volte alcuni travalicano gli altri, ma è comunque questione di qualche ora, prima di rimettersi al suo posto.
La cosa positiva è che non mi sorprendo più così spesso come un tempo. E se lo faccio è perché la materia sonora vale bene il mio stupore. Tutto ciò mi gratifica perché vuol dire che una missione è stata raggiunta: ci sono immerso completamente nel mondo musicale, quasi a 360°. Ho sempre musica intorno a me, in qualsiasi situazione, a qualsiasi ora e riesco a trovare il suono giusto per qualsiasi momento, stato d'animo. Soprattutto con la giusta progressione. Un tempo si chiamavano dj.
Ho avuto modo di constatare in oltre 2 mesi di permanenza giornaliera in tale posto quanto spesso odio il genere umano, averci a che fare e doverlo anche trattare con i guanti.
Ma si è dimostrata comunque un esperienza utilissima, molto positiva e illuminante.
Adesso ho voglia di fare musica, andarla a sentire, parlare con gente, vedere le strade gremite di persone alle 4 di notte, mettermi la giacca pesante per uscire, tirare su 40 chili di pesi e inzuppare maglie di sudore.
Ultimamente sono peggiorato anche con gli ascolti musicali: un potlatch inerme e inarrestabile di hip hop old school, dub jahtari style, sludge picchiaduro, rare groove africano o asiatico, magma noise, psychobilly cattivo cattivo e chissà cos'altro.
A volte mi chiedo se è un bene sentirsi tutta sta roba insieme, avere così tante influenze giornalmente, settimanalmente e mensilmente parlando. Mi sento spesso preso a pugni in faccia da tutti quei mondi così diversi, da tutti sti background scomodi che sgomitano dentro di me e dentro la mia testa. A volte alcuni travalicano gli altri, ma è comunque questione di qualche ora, prima di rimettersi al suo posto.
La cosa positiva è che non mi sorprendo più così spesso come un tempo. E se lo faccio è perché la materia sonora vale bene il mio stupore. Tutto ciò mi gratifica perché vuol dire che una missione è stata raggiunta: ci sono immerso completamente nel mondo musicale, quasi a 360°. Ho sempre musica intorno a me, in qualsiasi situazione, a qualsiasi ora e riesco a trovare il suono giusto per qualsiasi momento, stato d'animo. Soprattutto con la giusta progressione. Un tempo si chiamavano dj.
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