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21/02/11

PISTA C'è LA LISTA ep. 6



1) Bochum Welt - Leafs Brought By The Wind [Rephlex, 2008]

Gianluigi Di Costanzo aka Bochum Welt è una delle figure più longeve e meno celebrate dell'elettronica italiana moderna, sempre alla ricerca di soluzioni melodiche armoniche e coinvolgenti, ricerca di soluzioni ritmiche e sperimentazione. Incide per Rephlex, ho detto tutto. Il pezzo è ambient siderale cadenzata da archi avvolgenti e bassi dubby che vanno sotto pelle.
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2) Atom Heart - Marimba Suave [Recent Programmings, 1996]

Uwe Schmidt è un musicista dalle molte personalità, autore di una mole monumentale di musica. Con Atom Heart ha esplorato i 90's in bilico tra ricerca intimista e appetiti da dancefloor. "Marimba Suave" è un delizioso pezzo techno ambientale che rappresenta il miglior groove di tutto "Shellglove". Cosmico.

3) The Orb - Ripples [Kompakt, 2005]

Alex Paterson e Thomas Fehlmann sono dei veterani. L'ambient house è roba inventata da questi inglesi. Nel 2005 producono un disco per la Kompakt, "Okie Dokie It's The Orb On Kompakt", in cui ipnotici loops e delays si incontrano a tappeti di ambient trance di profondo lirismo. "Ripples" è minimal techno drogata di ambient molto dubby.

4) Anthony Rother - Justitia [Psi49net, 2002]

Il tedesco Anthony Rother è un noto produttore electro. Il suo suono è caratterizzato da ripetitivi ritmi macchinosi, vocoder robotici, liriche innegianti al futurismo. Le sua techno modulare e vorticosa è ben rappresentata in "Justitia". La geometria sonora del cosmo.

5) Kassem Mosse - Untitled A [Workshop, 2007]

Kassen Mosse è un enigma. I suoi dischi hanno un suono unico ed insolito. Drummachines e sintetizzatori, campiona chicche e mixa patterns in real time, passando dall'house con BPM rallentato al pop ambient e micro techno.
Yeah bitch!

20/02/11

PISTA C'è LA LISTA ep. 5



1) Death Ambient - River Tigris [Tzadik, 2007]

Fred Frith, Kato Hideki e Ikue Mori ci mettono 8 anni per fare "Drunken Forest". Ambient sinistro e atonale, a tratti rumoroso ma sempre suggestivo, comunicativo e soprattutto esplorativo. "River Tigris" è un paesaggio notturno e solitario, dove la ritmica iniziale ed il banjo aprono ad un violino staziante.

2) Muslimgauze - Death Of Saint Jarnaii Singh Bindranwale [Tantric Harmonies, 2003]

Bryan Jones può vantare una delle discografie più sterminate che si possano concepire, con un suono che partendo dalle suite post-psichedeliche, pian piano si fa influenzare dalla musica ambientale e dalla musica etnica. "Chapter Of Purity" è un disco postumo utile a concepire il periodo iniziale del musicista.

3) Master Musicians of Jajouka - A Habibi Ouajee T'Allel Allaiya [Axiom, 1992]

Questi berberi del Marocco, suonatori di ghaita e percussioni varie, vengono scoperti a fine '60 da Brian Jones alla ricerca di ispirazione psichedelica. Ascoltarli è sempre un esperienza mistica, una musica che ha attraversato secoli rimanendo intatta. Uno standard anche per la più moderna trance music.

4) Sun City Girls - Space Prophet Dogon [Tupelo Recording Company, 1993]

Formati dai fratelli Bishop intorno al 1980, i Sun City Girls sono sempre stati caratterizzati da un suono allucinato ed una predilezione per i lunghi brani strumentali sfregiati da vari feedback, scordature e cacofonie assortite. Il brano è presente in "Torch Of The Mystics", ed è una fusion totale caratterizzata da un salmodiare mediorientale.

5) Shpongle - Electroplasm [Twisted Records, 2009]

Gli Sphongle sono Simon Posford ed il produttore Psy-Trance Raja Ram e dal 1996 propongono una musica che mescola musica orientale, dub, ambient a i suoni psichedelici tipici della goa trance. "Ineffable Mysteries From Shpongleland" è il loro quarto disco e il pezzo è un trip di 10 minuti. Musica che fa bene allo spirito.

18/02/11

PISTA C'è LA LISTA ep. 4



Panaromanica & torcicollo dal belpaese:

1) Aucan - Blurred (feat. Angela Kinczly) [La Tempesta Dischi, 2011]

I bresciani Aucan escono con un disco già segnalabile tra le prove dell'anno. Il pezzo è trip hop 20 anni dopo, con bassi pesanti e un cantato che fa venire i brividi. La particolarità è che c'è un batterista... sembrava?
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2) ZONA MC - CAOSMO (prod. ALFREDTOC) [Trovarobato, 2011]

Il Mula ci ha abituati alla rottura del muro del suono per il lesto flow e la battuta spezzata che fa schiuma. In "Caosmo" annovera basi da vari artisti: ho scelto l'omonima del disco perché è una bomba carta accesa sotto il New Era. Sbadum!
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3) Økapi - Mammal Interpreter (ituri-mix) [Proot Records, 2010]

Filippo Paolini è Økapi, misterioso umanoide prestigiatore di cut up sonoro. Un cut'n'paste che fonde giocattolismi, impressioni exotic e propensione all'elettronica improvvisata. Il pezzo è uscito per la compilation "Greatest It" del 2010. Un tripudio di fantasie musicali in technicolor.
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4) P o P _ X - Io Centro Con I Missili [2011]

Il trentino Davide Panizza è P o P _ X, cantore di fiabe tristi degli anni 10, con una vocalità straniata e suoni synthpop '83-'84 e una predisposizione per i testi fuorvianti ed i visual pretenziosi. "Io Centro Con I Missili" è Gigi D'Agostino che fa una base al Bugo di "Golia & Melchiorre".
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5) Rage Against The Sewing Machine - If You Want To Fly Eat Foccaccia Then Die [ElectronicGirlsLabel, 2011]

Giorgia e Wendy, combo redhead bolognese dedita ad un pink (?!) noise frutto di una old school Singer sewing machine + tanti filters. Il pezzo è una suite rumoristica, una cavalcata che non sfigurebbe in discografie ben più blasonate... BRAVISSIME!!
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PISTA C'è LA LISTA ep. 3



1) Atheus - The Magic Mountain [ Ghost Sounds label, 2009]

Il progetto Atheus del canadese Serge Collin propone un drone atmosferico solenne e pacato ma anche un dark dub-techno apprezzabile. "The Magic Mountain" è un lungo passeggio tra la nebbia verso la cima di un luogo sacro e ricco di presenze.

2) Mushy - Too far [Mannequin, 2011]

Mushy è di Roma (si chiama Valentina) e il suo primo disco è "Faded Heart". Il brano è pop spettrale drogato di minimal wave e ambient. E' una danza triste e lamentosa, violenza al rallentatore.
[Mushy's Soundcloud]

3) AS1 - From The Above [Transient Force, 2007]

Il progetto AS1 da Miami di cui è titolare Arnold Steiner, propone musica elettronica e arte multimediale & grafica digitale. Qui abbiamo un pezzo dark electro/IDM vicino ai territori di Drexciya e Squarepusher, ma confina anche con il mondo Planet Mu.
[ci sono delle t-shirt fighissime qui AS1projects]

4) The Tuss - GX1 Solo [Rephlex, 2007]

Bordata electro acid sperimentale di quello che tutti credono essere l'ennesimo pseudonimo di Richard D James. In effetti l'approccio AFX è concreto: onde cubiche, drillate'n'bass e tanta oldschool.

5) Vomito Negro - Save The World [KK Records, 1990]

Metropoli distrutte, la fine dell'umanità: le macchine hanno vinto. I Vomito Negro 21 anni fa celebravano così l'apocalisse. Atmosfere cyberpunk per un disco EBM che riporta alla mente Blade Runner e i mostri di Giger.

17/02/11

PISTA C'è LA LISTA ep. 2




1) Emeralds - Diotima [Hanson Records, 2009]

Ambient spessa e viaggiona di casa Hanson Records. A 3:00 inizia ad esplodere di droni impazziti e circuiti bendati incendiati. Per svegliarsi con mescala a parte.

2) Washed Out - Feel It All Around [Transparent, 2009]

I paradisi ketaminosi della CHILLWAVE nel suo picco espressivo. La Portland di Ernest Greene è il paradiso delle ansie di fine decennio, dove si celebra un passato astratto ed incerto che nessuno ha mai vissuto.

3) Konk - Love Attack [Dog Brothers Records, 1984]

Il funk in era disco perde la sua vitalità e teatralità per trasferirsi nei locali snob della gioventu' bene. Un collettivo dedito a suoni Leftfield, New Wave, Breaks e Disco, miscelati sapientemente. Influenze rap e latin (1984!!).

4) Gloves - Too Much To Dream [Bang Gang 12 Inches, 2009]

L'EP di debutto dell'australiana Yama Indra aka G.L.O.V.E.S. è electrofunk bello 'gnurante, che ha bene imparato la lezione francese, aggiornandola degli umori di fine decennio. All'attivo anche un 12'' per Lektroluv.

5) Mulatu Astatke & The Heliocentrics - Cha Cha [Strut, 2009]

Mulatu Astatke (classe '43) è un pianista leggendario, padre dell'ethio-jazz. Qui si ritrova insieme agli Heliocentrics, raffinato gruppo inglese che maneggia perfettamente il jazz-funk-elettronico. Il pezzo è un groove sexy con wah-wah guitar. Musica per l'anima.

16/02/11

PISTA C'è LA LISTA ep. 1

Si prova un esperimento.

Cinque pezzi al giorno che ritengo validi, degni di nota o che mi scandiscono la giornata.

Non è una playlist anche se crede di esserlo.
Non è un promemoria anche se serve proprio a quello.
Non è un prontuario farmaceutico anche se ci sono cose che fanno bene.



PISTA C'è LA LISTA ep. 1



1) Kruder & Dorfmeister - Definition [G-Stone Recordings, 1993]

Musica per allucinati con voglia di scopare e di guardare le luci della città da un taxi mentre piove. Peter & Richard non sbagliano mai ad unire umore urban ed eleganza.

2) Point B - Guilty Plaeasures [Combat Recordings, 2009]

Richard Bultitude che sparaflescia uk garage che taglia e spezza. E' il suono fresco fresco di circuiti caldi ed ubriachi di emozioni umane. Avvolgente.

3) Andy Romano - Everytime I Feel Alright [Cyber Dance Records, 2010]

Italo disco zozza zozza che al Cassero iniziano a limonare e a toccarsi il pacco. Andy Romano (alias di Andrea Cofrancesco) è tra quei producers italiani che fanno venire voglia di cucirsi il tricolore sulla canotta.

4) Hell - Fun Boy 3 [International Deejay Gigolo Records, 2006]

Edito nella Compilation 9 della Gigolo (così faccio vedere che conosco la storia), il pezzo è house/electro ben progressiva e oscura. Capo chino a Hell che conosce bene la lezione della techno quanto dell'old school EBM.

5) Superpitcher - Black Magic [Kompakt, 2010]

Elegante pezzo techhouse di Aksel Schaufler con spanish vocal di Rebolledo che ricorda vagamente le atmosfere di Serge Gainsbourg . Superpitcher si conferma come uno degli artisti di punta della Kompakt. Roba buona.

07/02/11

ADDIO ITALIA WAVE




La tristezza infinita di scoprire che uno dei festival più importanti d'Europa, uno degli appuntamenti culmine delle estati italiane e soprattutto toscane da 25 anni a questa parte non esiste più.

Il festival Italia Wave (fu Arezzo Wave) trasloca nella Puglia di Vendola, confermando lo status di regione avanzata attenta ad un marketing territoriale e allo sviluppo delle culture giovanili.

Un enorme passo falso da parte della regione Toscana, che mostra ancora una volta la pochezza delle genti che la gestiscono. Non è proprio concepibile come si possa sputare sopra all'opportunità di rendere teatro di un happening così importante la propria terra.

Livorno, città non proprio all'avanguardia nell'offerta di intrattenimento, arte e musica ai suoi abitanti o visitatori svela la sua indole menefreghista e illusa che preferisce stanziare finanziamenti alla struttura del porto e alle attività commerciali e industriali relative, bistrattando quasi completamente la cura della città e di chi ci vive.

Basta passare per piazza XX Settembre, che da quando non è più teatro del classico Mercatino Americano è vuota e desolante. I commercianti tutti chiusi dietro le loro botteghe, a fumare sigarette sull'uscio tutta la mattinata. E che dire del celebre "Effetto Venezia" che per anni portava turisti e curiosi a girare per bancarelle e godere della città labronica travestita da lido veneto?

Figurarsi se qualcuno a Livorno concepiva Italia Wave come "una finestra aperta sul futuro", un opportunità di aprire le porte della città e magari un occasione per sistemarla e renderla più efficente. Niente, occasioni buttate al cesso!

Mi scorrono davanti tantissimi ricordi legati alle estati con l'Arezzo Wave e l'Italia Wave; centinaia di artisti scoperti, concerti vissuti, persone incontrate che arrivavano dalla Sicilia come dalla Svizzera. E ancora Aphex Twin, LCD Soundsystem, Cypress Hill, Anthony And The Johnson, Black Rebel Motorcycle Club, Le Peuple De l'Herbe... Tutto finito.

Dispiace dirlo, ma è giusto che Italia Wave traslochi: Livorno non se lo merita.