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12/01/11

L’occulto e l’esoterico abitano da qualche parte sotto la geometria e la libido. [Todd Brooks]



Considerare i migliori dischi di un annata è spesso una faccenda controversa quanto castrante. Elargire il proprio sapere condensato in una top 10 è spesso sinonimo di egocentrismi fuori controllo e propensione alla ricerca della "playlist perfetta", ignorando la vera importanza intrinseca di un disco anziché un altro (come già discusso in un recente post).

Trovo però utile considerare ciò che musicalmente DEVE rimanere dell'anno appena passato, per costruire una mappa di quello che potrà succedere da qui in avanti.

Il 2010 è stato l'anno del "virus dubstep" che è riuscito ad insinuarsi sotto pelle a produttori elettronici, siano essi dediti alla techno, alla sperimentazione o all'avant-rock. La forza del dubstep è quella di essere un mood, una sensazione applicabile alla moltitudine forme della materia sonora. Ne sono prova i dischi di Forest Swords, Richard A Ingram e Demdike Stare. Questi artisti hanno applicato alla loro musica la fantasia "ipnagogica" propria della nebbiosità dubstep, come un fantasma che si aggira tra i droni e gli echi. Anche Actress e Gold Panda raccolgono questo virus, inserendolo rispettivamente in ambiti più techno e chillwave.

Altro protagonista dell'annata è stato il nuovo genere detto Witch House (Drag o Haunted House), considerabile il nuovo trend del sottosuolo internettiano. Lo sfogo esoterico di un manipolo di ragazzotti della MySpace e YouPorn generations che partorisce una cupa miscela di dark-wave e hipnagogic-pop che sul palco si tramuta in esplosioni sonore, atmosfere lugubri e oscuri rituali. Ecco quindi il disco dei Salem, il combo più rappresentativo del genere sopracitato, comparire in playlist.

Al di fuori di Dubstep e Witch House, ho considerato altri lavori legati alla psichedelia (Harvestman e l'italiana Lili Refrain), alla sperimentazione hip hop (Gonjasufi).

Buon ascolto.


Gonjasufi - A Sufi And A Killer (Warp Records)




Gold Panda - Lucky Shiner (Ghostly International/Notown)




Forest Swords - Dagger Paths (No Pain In Pop)




Harvestman - Trinity (Neurot Recordings)



Salem - King Night (IAmSound Records)




Darkstar - North (Hyperdub)




Richard A Ingram - Consolamentum (White Box)




Actress - Splazsh (Honest Jon's Records)




Lili Refrain - 9 (Trips Und Träume)




Demdike Stare - Voice Of Dust (Modern Love)

07/01/11

il giorno in cui voi due avete ammazzato, voi siete diventati nostri



mi mancava giusto "Natural Born Killers" per completare il quadro dei classiconi "radicali" pre '00 (non che poi negli '00 ci siano state scosse così forti, tranne qualche solito tarantiniano exploit, l'amico francese gaspar e oscuri titoli di cui parla solo Nocturno).

BANG! in faccia che neanche te ne accorgi.

è il rock'n'roll quando qualcuno se ne ricordava, la polvere della Route66, i piedi di Mallory che fanno bavetta, le montature arrotondate di Mickey, il look da teddyboy degli sbirri e il sangue che fa spettacolo.

gente che ammazza e diventa mito... è finzione? è solo un film?

accendi il catodico e vedi solo polpa di morti.
chi è lo scanna innocenti più famoso? chi è l'omicida seriale più scaltro?

veniamo martellati giorno e notte senza ritegno da saccenti indagatori del male, sociologi della devianza, psicologi criminali, testimoni semi-oculari pentiti.

la cronaca nera tira come la figa, forse di più.

è innegabile la rincorsa del morboso, la divinazione del maligno, la normalizzazione della morte, la spettacolarizzazione della violenza, la celebrazione del voyeurismo macabro.

violenza porta violenza, sangue solo altro sangue.

ora non c'è più un manson da incolpare, una generazione sbagliata da debellare, ma solo il virus di una società che non riesce più ad avere una dignità.

ci sono solo i porci che ingrassano con le carcasse di chi diventa polvere.

l'apoteosi della pornografia sociale.