08 luglio 2011

PISTA C'è LA LISTA ep. 19


1) Steven R Smith - The Road [Immune, 2009]

Cresciuto in una fattoria per l'allevamento degli struzzi dale parti di Fullerton, in California, arriva a Los Angeles passando per San Francisco. Noto anche come Ulaan Khol e membro di Hala Strana, Mirza e Thuja, il nostro nei lavori solisti ci propone astrattismi e classicismi di chitarra, cello, violino, harmonium, optigan, percussioni, accordion, flowerpot, glockenspiel, melodica. Musica interiore che apre le porte all'immaginazione.

2) The Five One x The Postal Service - Sak Passe [2009]

Un remix dei The Five One ispirato ai The Postal Service. Quando l'attitudine indie entra in collisione con l'alternative hip hop. Dal disco "5109: The Remix Album", il pezzo è veloce e melodico, con una forte ritmica ballabilissima che porta alla mente estasi sudamericane (Kuduro) e africane (Shangaan Electro) degli ultimi anni.

3) Coco Bryce - Heavy [MYOR, 2009]

Seconda relaese per l'olandese MYOR, un 12'' di gran fattura che ben fotografa la svolta dei ritmi degli ultimi 5 anni. Quello che un tempo chiamavano skwee, qui si fa concretezza chiptune per beat hip hop dal sapiente uso delle linee di basso. Come sporcare di dupstep qualsiasi cosa... e ci piace!

4) Ajilvsga - Trainwreck Afterbirth [Music Your Mind Will Love You, 2006]

L'Oklahoma pare che Brad Rose & Nathan Young lo conosco bene. Ennesima ensemble per la più weird della New Weird America. Entrambi suonano in 20-25 formazioni diverse ma qui raggiungono vette di astrattismi e sperimentazione esaltanti. "Harvest", registrato a Tulsa nel 2006 è un gran disco, improvised psych folk. E si vi c'entra metteteci anche un drone.

5) Rene Hell - 55 RN gaz [Bathetic Records, 2010]

Jeffrey D. Witscher è un ragazzone coi baffi e il chiodo di pelle, che fa uscire 5 cassette all'anno oltre a qualche 12'' e album. Lo split che esaminiamo è un esempio di come piegare l'electro più astratta ai bisogni di un mare scuro di noise denso e ben teso. A questo monolitico e fumoso blocco però si contrappongono scintillanti synth proveniente dall'esosfera.

07 luglio 2011

PISTA C'è LA LISTA ep. 18


1) Becoming Real - Jen's Clock (Forest Swords Remix) [No Pain In Pop, 2010]

Una ritmica in levare roteante e tribalismi glitch per uno dei migliori remix di Forest Swords, nome caldo del 2010, per un pezzo di Becoming Real, contenuto nel doppio di Swords. Ti trascina giù con lui.

2) Blonde Redhead - Penny (SALEM Remix) [2011]

Altro recente remix di un altro nome caldo dello scorso anno, i padrini della cosiddetta "witchhouse", che rimiscelano la voce di Kazu Makino tra oceani di synth cupissimi e di hat che luccicano. Down-tempo degli spiriti, quando il rituale incontra l'etereo.

3) Fudge Fingas - Gettin' Together [Firecracker Recordings, 2004]

Si arriva nelle colorate lande dei sample di Gavin Sutherland che campiona Marvin Gaye in soul paradisiaco e lo trascina in rotte deep disco house su un drumloop semplice quanto killer. Pezzo perfetto quando il sole c'è ma non si vede.

4) The Chemical Brothers - Got Glint [Freestyle Dust, 1999]

Unonovenovenove e i fratelli chimici nel top della forma, con Surrender che li consacrerà punto fermo per tutta l'elettronica che arriverà dopo. Una botta così grande che non si sono più ripresi. Il pezzo, forse tra i meno celebrati del disco, ha un sample di "Earthmessage" ed è una progressivona che scivola via dall'era acida.

5) Jacques Greene - Holdin On [LuckyMe, 2011]

Ennesimo gnaro inglese che al 4° EP tira fuori la bomba. Il pezzo è un intrecciato Uk Garage con vocals di nigga prese bene e tastiere arpeggiate che mandano in orbita. Ma tutto il disco "The Look" è una bomba. Il futuro.