C'è un momento in cui posso pensare deliberatamente di essere alienato? In cui mi convinco che si, non sono nessuno e non vengo notato perchè non sono ne bello ne benvestito ne pericoloso? Essere protagonista di una sorta di auto-DE-celebrazione tanto rara in questi anni? (non li chiamo ANNIZERO perchè vasco brondi mi stà sul cazzo)
Bologna ti accoglie a braccia aperte se hai questi pensieri.
Fiumi di umanità che sgorgano come ruscelli in Valmalenco, 20enni bolognesi tirati a lucido che spolverano i portici del centro con le loro Nike cangianti, uomini-cane vestiti di stracci larghi e catenacci suonanti che incarnano l'incubo borchiato borghese ma che ne sono un po' la stessa faccia della medaglia, buonisti ribelli (ma non troppo) fotti-matricole che scimmiottano slogan già vecchi ancora prima che nascessero.
Come puoi sentirti in buona compagnia? Non ci sono vie di mezzo in tutto questo.
Schierarsi per sopravvivere e far parte di coloro che arrivano alla meta, coloro che scavallano, coloro che svoltano, coloro che spaccano, coloro che rimarranno.
Fanculo se poi è tutto un controsenso e la logica sfuma.
Devi esserci e devi aver scelto bene gli alleati con cui buttarti nell'arena.
Io come Renton ho scelto di non scegliere, di non farmi scegliere, voglio essere un banale stronzo che passeggia, che guarda e che riporta.
Un Aldo Vignocchi senza il tabagismo osessivo e molto meno iperaffettivo, distaccandomi da tutto per potervi essere più vicino.
C'è bisogno di abbandonare i cliché che ormai compongono irreparabilmente qualsiasi cosa, c'è bisogno di dire un grosso vaffanculo a tutte le idee che non provengono dal proprio cervello.
Fatevi un favore, oggi uscite tutti nudi di casa e guardatevi tra voi.
Avete la stessa voglia di schifarvi, di criticarvi, di spararvi?
Magari forse sarà pure una scopata di gruppo. Finalmente.