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19/03/10

usano tutti le solite strade

PONG NEL CERVELLO: mi capita spesso di pensare che qualcuno stia giocando con gli accadimenti della mia vita. come fossero ingredienti per una pietanza saporita da friggere, coloracci su tavalozza da spalmare su na telaccia bianchiccia.
Re-incontrare gente per caso ti re-immerge in nano-secondi nelle realtà che ormai non ti appartengono più. a volte è come qualcosa di caldo che ti avvolge, altre volte è come stare su una zattera in avaria nel pacifico. ripensare a certi posti, la sensazione tattile dell'aria dei pomeriggi e delle sere passate su scalini, su panchine o camminando in vie maleodoranti, in automobili a pensare a quando avrei avuto l'età che ho adesso.
Avevo i capelli più lunghi,i plugs più grandi, ero più pischello, avevo meno scazzi, mi sentivo più solo.
Quel deja-vu che ti manda indietro nel decennio scorso, imparando a stare di merda per imparare a stare meglio.

"Non ci è permesso scegliere la cornice del nostro destino. Ma ciò che vi mettiamo dentro è nostro" diceva Hammarskjöld.




Ah, ho scoperto una cosa fighissima. Avete mai messo due macbook vicini?
Fanno come due animaletti in calore se si viaggia bene con le modifiche sulla condivisione.
Tipo con uno dei due collegato via ethernet alla banda larga, basta condividere l'accesso internet all'altro per farlo navigare, facendolo diventare praticamente un router... cioè minchia pauuura ahahahah!!