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29/05/10

A) com'è andata? B) una merda, grazie

Otto Negroni e il mondo ti sorride.

Non parlo di sovradotati dalla pelle d'ebano. Ebbé.

Tutto inizia ad andare magicamente fuori tempo, come in un loop di Hudson Mohawke mentre vorresti che tutto fosse magico come in uno di J Dilla.

Inciampi. Poi ti rialzi. Poi ti versi addosso un po di quello che c'è nel bicchiere. Poi "merda che culo quella!". Poi "cazzo dove sono le paglie?". Poi "cazzo che pezzone che ha buttato quello!".

Il locale di notte è una metafora interessante. Un dualismo della repressione settimanale maturata in aule o uffici torbidi, sudati e ansiolitici che va in rotta con il bisogno di cercare -IL- senso alla vita, stuprando le serate del venerdì e del sabato.

Anche senza il dresscode tassativo, la gente indossa il suo avatar preferito lucidato tutta la settimana, postando i link giusti sulla bacheca di faccialibro per preparare il piglio giusto al suo fine settimana, mettendosi in gran spolvero per il selvaggio weekend che demolirà il buon gusto e l'autostima generale.

Bella lì che piace a tutti farsi la serata BE IN FRONT OF YOU, per poi dire "figa quanto ci son rimasto... non mi sono ancora ripreso dall'after... la mejo serata de'a vita mia".

Come urlavano i Wretched "E TRA MILLE VOLTI USA E GETTA, QUANTA VOGLIA DI ARIA PURA!".
Come dargli torto, quando a ballare intorno a te hai solo dei tampax incrostati di sangue che sudano benzedrina & desossinorefedrina?

Comunque buona serata a tutti, e che "IL NOSTRO VIVERE INSIEME SIA UNA MALATTIA FORZATA: TOLTE LE ABITUDINE CROLLANO LE SODDISFAZIONI!", come vomitava Giulio il Bastardo.