ARCHIVE

05/06/10

MUV @ Firenze [3/6/2010]

Una buona settimana utile per salutare vivamente la libertà primaverile-estiva, concessa in largo stile dalla mondanità dalle città di mia solita frequentazione.

Tempo di festival, tempo di concerti all'aperto, mostre e workshop. Tutti questi organismi culturali e organizzativi che cercando di convincere larghe fette di pubblico, spesso vengono meno al loro impegno di garantire piacevoli serate a tutti quelli che si fidano della proposta della serata.



Il MUV di Firenze è un appuntamento arrivato alla sua sesta edizione, ospitato dal parco delle Cascine. La location quindi è una delle più suggestive ed adeguate; l'anfiteatro che si pone ai cima ad un enorme prato in mezzo agli alberi è perfetto per proporre qualunque tipo di concerti o set. L'acustica è garantita dalla risonanza acustica che ha la conformazione della struttura ed è grande abbastanza per chi vuole stare davanti al palco oppure per chi decide di sedersi intorno ad esso, nelle file di scalinate.

La Toscana ha bisogno di questo genere di eventi, penalizzata ormai da un Italia Wave che non è degno del suo predecessore aretino (basta vedere gli ospiti dell'edizione 2010, che non prende minimamente in considerazione gli ultimi 5 anni di scena musicale globale, se non di più) e da una centralizzazione della proposta nel capoluogo fiorentino.

Peccato che anche a Firenze non sia così facile garantire un evento all'insegna della tranquillità, del divertimento in cui si sta bene e ci si svaga.
La terza sera del festival (giovedì 3 giugno) io e la concubina ci avviciniamo alla zona delle Cascine per dare un occhiata.
Troviamo anche un buonissimo servizio di navette che ci fa evitare un paio di chilometri a piedi.
Peccato che arrivati ai cancelli del parco ci troviamo di fronte una scena degna di piazza Verdi nei mesi caldi: camionette, macchine di Carabinieri, Finanza e Polizia, tutti ammassati in blocco, salendo sull'autobus bloccando le uscite e facendoci scendere in fila ad uno ad uno per controllarci e farci passare davanti a un cane dell'antidroga... manco stessimo andando in non so quale luogo di perdizione.

Dico... è il giusto modo di agire, creare questa specie di CLIMA DI TENSIONE? Vedi gente terrorizzata anche se non in possesso di alcunché che deve mostrarsi gentile e rispettosa nei confronti di chi ci tratta come animali che vanno a sballarsi in malo modo.
Purtroppo questa è stata l'impressione dilagante sui loro volti. Tutta la serata non ha preso una piega migliore perché anche all'interno dell'enorme prato ai piedi dell'anfiteatro percepivi la non libertà di sederti e bere una birra. Sentirsi controllati, guardati da lontano. Percepire che qualcuno è celato dietro di te per farti pagare caro qualsiasi gesto illegittimo e non conforme.

La musica poi non era di mio gradimento (Janovsky & Ananda), celata tra una techno andante, una minimale tronfia e un'house boriosa. Gran luci e gran ressa di gente a cui non fregava di niente se non sballarsi, provarci con le tipe e ballare sguaiatamente.

Capisco allora perché questo genere di posti e così mal visto da un organizzazione comunale. Che però sbaglia metodo di azione... Non si può colpevolizzare gli organizzatori di un evento se il pubblico dell'evento stesso non è in grado di rispettare, rispettarsi e fare della serietà d'azione il proprio manifesto. Viviamo in un paese senza EDUCAZIONE, in cui le persone non sono in possesso di serietà e benevolenza di scopi e azione. Firenze è piena di beceri tamarri dediti al bordello incondizionato e allo sballo del fine settimana e non si rende conto di scivolare nella piattezza oscena in cui certi loschi figuri vorrebbero relegarla.

Siamo andati via dopo 45 minuti, ignorando l'invito di partecipare all'After al Doom in centro e avviandoci sconsolati verso i posti di blocco che naturalmente ci fermano di nuovo per i controlli.

Peccato. Il posto è veramente bellissimo e il festival avrebbe alta risonanza e potenzialità. Ma "l'italianità" imperante fa fiorire il lato peggiore ovunque e per chiunque. Spero vivamente che i giorni precedenti e seguenti del festival siano stati entusiasmanti ed abbiano portato tanta partecipazione e feedback positivi... il prossimo tornerò per provare a ricredermi.